Natale per caso

Lunedì di ripartenza, dopo la nebbia di ieri notte. Nebbia fitta, erano anni che non la vedevo così fitta. Quella nebbia che ti fa sentire strana e sembra che tutto diventi silenzioso, un pò come quando nevica.
Lunedì di un incontro di lavoro unito ad una chiacchierata seria su di me, sul periodo che sto passando. Fa bene parlare così. Chiacchierata che mi ha riportato qua e adesso, presente nel mio presente (scusate la ripetizione).
Ed un’ora passata alla Feltrinelli per farmi un autoregalo, era tanto che non succedeva anche questo: libri e cd.
Passare attraverso le bancarelle di Natale in centro, poche persone, i venditori che scherzano tra loro sereni, le luci accese e i banchi pieni di colori..e improvvisamente si sente l’aria delle feste che stanno arrivando.
Una lunga passeggiata, lunga e lenta senza il bisogno di accellerare il passo per scappare da chissà chi o cosa.
Lasciare scorrere concentrandosi solo sul presente, senza chiedere, senza lottare…e fa stare bene.

Sabato quasi sera..

Casa in ordine, una torta in forno, il suo profumo che fa sorridere, la pizza che sarà infornata più tardi, nebbia e due gradi fuori.
Tante le cose che ho fortunatamente. Qualcuna essenziale per la vita, almeno come la concepisco io la vita, che manca ma, quella sta a me costruirla fidandomi e seguendo il mio istinto anche quando fa paura.
Non metterò il link delle cose vecchie che avevo scritto. Il passato è parte di me e di quello che sono io ma, sta bene esattamente dov’è, nel passato.
Ora voglio scrivere il mio presente ed il mio futuro…e quindi pagine bianche da riempire.
Buona serata.

Si ricomincia da qua. Pagine virtuali bianche da riempire. Un pò come quando comincio a scrivere una nuova storia e mi trovo davanti il foglio bianco o quando devo creare un nuovo logo e non ci sono ancora colori e forme.
Si iniza da zero. Appena riesco a trasportare il vecchio blog su una nuova piattaforma, metto il link, per ora tutto nuovo.
Nuove parole, nuove emozioni.
Parole, le parole hanno un loro significato ben preciso, sempre. Come dice bene questo libro. Un libro intenso che mi ha fatto rivivere molte cose nel profondo. Certe gabbie che vengono dal passato e che spesso ci creiamo noi. Non sono mai stata anoressica, credo più per fortuna e per un episodio che mi è capitato quando avevo 16 anni che per altro ma, spesso ho vissuto ingabbiata da tutte quelle paure, quelle domande. Il chiedere e chiedersi sempre “perchè?“. Il rimanere bloccati in certi schemi. La consapevolezza arrivata con il passare del tempo, con una lunga, attenta, faticosa analisi di se stesse, che l’unica soluzione è fermarsi. Semplicemente fermarsi e lasciare che le cose vadano come devono andare perchè non si può tenere sempre sotto stretto e rigido controllo tutto. Sedersi e lasciare che le cose scorrano. Lasciare che parole come “adattarsi”, “peso”, “pesante”, “trasparente”, “perfetto”, “brava”, “con”, “condividere” ecc…scorrano. Un libro disarmante, specie se si è vissuto parte di quello che descrive con assoluta lucidità. Parole che entrano e descrivo bene certe sensazione: “Come si potrebbe anche solo immaginare di amare un’altra persona se non si dipendesse, almeno per qualche istante, dalle parole che ci dice, dagli sguardi che ci regala?“. Ed imparare a non cadere sempre nelle stesse trappole, avvitarsi su se stesse sempre nello stesso modo.
Due frasi, una all’inizio: “..perchè ciò che conta lo si protegge.“. Ed una alla fine: “...e poi ho imparato a fare quello che voglio senza sentirmi in colpa, anche se è banale, stupido, senza senso…non sono più irreprensibile. Al contrario sono piena di contraddizioni e di difetti. Ma oggi ne sono consapevole e comincio pian piano ad accettarlo.“.
In mezzo c’è il passato, la scoperta di se stesse, il dolore, la fatica, il non capire e l’ostinarsi a voler sempre capire tutto.
Non si può.
Si può vivere il presente però anche quando spaventa ed imparare come ho scritto sopra a fermarsi per cercare una via d’uscita.
Ed allora via…si parte da queste nuove pagine vuote per riempirle un pò di me, con me!