Si ricomincia da qua. Pagine virtuali bianche da riempire. Un pò come quando comincio a scrivere una nuova storia e mi trovo davanti il foglio bianco o quando devo creare un nuovo logo e non ci sono ancora colori e forme.
Si iniza da zero. Appena riesco a trasportare il vecchio blog su una nuova piattaforma, metto il link, per ora tutto nuovo.
Nuove parole, nuove emozioni.
Parole, le parole hanno un loro significato ben preciso, sempre. Come dice bene questo libro. Un libro intenso che mi ha fatto rivivere molte cose nel profondo. Certe gabbie che vengono dal passato e che spesso ci creiamo noi. Non sono mai stata anoressica, credo più per fortuna e per un episodio che mi è capitato quando avevo 16 anni che per altro ma, spesso ho vissuto ingabbiata da tutte quelle paure, quelle domande. Il chiedere e chiedersi sempre “perchè?“. Il rimanere bloccati in certi schemi. La consapevolezza arrivata con il passare del tempo, con una lunga, attenta, faticosa analisi di se stesse, che l’unica soluzione è fermarsi. Semplicemente fermarsi e lasciare che le cose vadano come devono andare perchè non si può tenere sempre sotto stretto e rigido controllo tutto. Sedersi e lasciare che le cose scorrano. Lasciare che parole come “adattarsi”, “peso”, “pesante”, “trasparente”, “perfetto”, “brava”, “con”, “condividere” ecc…scorrano. Un libro disarmante, specie se si è vissuto parte di quello che descrive con assoluta lucidità. Parole che entrano e descrivo bene certe sensazione: “Come si potrebbe anche solo immaginare di amare un’altra persona se non si dipendesse, almeno per qualche istante, dalle parole che ci dice, dagli sguardi che ci regala?“. Ed imparare a non cadere sempre nelle stesse trappole, avvitarsi su se stesse sempre nello stesso modo.
Due frasi, una all’inizio: “..perchè ciò che conta lo si protegge.“. Ed una alla fine: “...e poi ho imparato a fare quello che voglio senza sentirmi in colpa, anche se è banale, stupido, senza senso…non sono più irreprensibile. Al contrario sono piena di contraddizioni e di difetti. Ma oggi ne sono consapevole e comincio pian piano ad accettarlo.“.
In mezzo c’è il passato, la scoperta di se stesse, il dolore, la fatica, il non capire e l’ostinarsi a voler sempre capire tutto.
Non si può.
Si può vivere il presente però anche quando spaventa ed imparare come ho scritto sopra a fermarsi per cercare una via d’uscita.
Ed allora via…si parte da queste nuove pagine vuote per riempirle un pò di me, con me!

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4 thoughts on “

  1. …eccoti al nuovo indirizzo. Felice che il libro ti sia piaciuto, a me ha “parlato” tanto, per certi versi mi ha davvero sconvolto e non sono riuscita ad abbandonarlo per un po’, ho sentito il bisogno di rileggerne delle parti. La Marzano ha anche un blog: http://marzanomichela.wordpress.com , è come il libro: diretto, sincero, senza giri di parole. E parlare del suo libro è un bel modo di cominciare nuove pagine 🙂

  2. Si parlare del suo libro è decisamente un buon modo di iniziare a riempire nuove pagine e si, anche io ne ho riletto delle parti e mi è rimasto dentro. Credo che sia qualcosa che può capire solo chi ha vissuto certe sensazioni. Rimane un gran libro, diretto, chiaro, che non “si racconta”. 🙂

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