“Ciao papà!”

Un foglio semplice, bianco, in A3..scritto a penna attaccato alla vetrata del posto che più amava suo padre. Il carro funebre fermo davanti a quel ciao, un silenzio irreale e bellissimo.
Perchè alla fine tutto inizia, passa e finisce da quel saluto.
Un saluto che, con le lacrime che scendevano sul mio viso, ho fatto anche io a mio papà…ciao papà…ovunque tu sia.

Storie…

…la ragazzina ha un sorriso croccante e un cuore come un melograno e lui la tiene ha paura che gli cada…
…la donna ha messo il suo vestito più magro e un po’ più di allegria negli occhi seri…
…e il loro vecchio modo di chiamarsi e di giocare…
…si conta le parole in tasca e la sua voce è come dietro un vetro la donna ha lo stesso odore e il tempo le ha portato qualche anno in meno si scalda dentro le mani e resta indietro….
…hanno una voglia che gli invade gli occhi ed una folla di baci lievi e brevi…
…accarezzando un sogno si accarezzano la faccia confusi stretti in uno stesso batticuore…
…un’aria tagliente a vetrini di un pomeriggio nudo le radio dietro a le persiane…

Piccoli segreti tra amici…

Dunque, partiamo dal fatto che ci sono sere proprio storte che improvvisamente si riempiono di tutto e, niente sembra girare per il verso giuto, ci si sente nude, scoperte e fragili anche con se stesse.
Le stelle la fuori però, sono spettacolari, ma davvero bellissime e questo lo posso assicurare visto che le ho guardate pochi minuti fà.
Ma dicevo, ci sono queste sere nelle quali sfogarsi potrebbe essere utile per riportare un pò di calma, quindi vediamo le regole base:
1) Venire da una settimana d’influenza, quelle vere, che ti inchiodano al letto per giorni con la febbre che non scende mai, giorno e notte, sotto i 38.5°/39°.
2) Essere ancora strafatte dal quintale di tachipirina che si è presa insieme ad un certo punto all’antibiotico che ancora si deve finire.
3) Nella stessa settimana naturalmente, anche il ciclo ha deciso che era buona educazione arrivare puntuale ma, farti impazzire ormoni e corpo con irregolarità folli.
5) Dopo aver visto una puntata super drammatica di Grey’s anatomy, girare per digitale e non e trovare una vecchie puntate con i due seguenti dialoghi:
Meredith: Ho mentito. Non sono… fuori dal nostro rapporto, ci sono dentro talmente tanto che sono umliata perche sono qui a supplicarti..
  Derek: Meredith…
  Meredith: Sta’ zitto! Tu dici Meredith e io urlo, l’hai dimenticato? Ok, ecco qui. La tua scelta è semplice, lei o me. Io sono sicura che lei è una gran donna, ma vedi io ti amo, in un modo veramente incredibile, cerco di amare i tuoi gusti musicali, ti lascio l’ultimo pezzo di torta, potrei saltare dalla montagna più alta se me lo chiedessi e ciò che mi porta ad odiarti mi spinge ad amarti per cui prendi me, scegli me, ama me.
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Derek: Meredith.
  Meredith: Lasciami in pace.
  Derek: Meredith.
  Meredith: Voglio stare da sola.
  Derek: Volevo sapere se stai bene.
  Meredith: No, non sto per niente bene. Ok? Sei soddisfatto? Io non sto bene. Perché tu hai una moglie, e mi hai dato della puttana, il nostro cane è morto, e non fai che guardarmi. Smettila di guardarmi.
   Derek: Io non ti guardo. Non è vero che ti guardo.
   Meredith: Tu, non fai che guardarmi, non fai che osservarmi e Finn ha dei progetti e a me piace Finn, è perfetto per me e io sto provando davvero ad essere felice ma non posso respirare, non posso respirare se tu mi guardi in quel modo, quindi smettila!
   Derek: Tu credi che io lo faccia apposta? Credi che non preferirei guardare mia moglie? Io sono sposato, ho delle responsabilità, ma lei non mi fa perdere il controllo, non mi rende impossibile tutto quello che faccio, non mi fa venire il mal di stomaco se penso che il mio veterinario l’ha sfiorata con le sue mani. Io farei qualunque cosa per non guardarti più!
6) Lasciarsi trascinare a vedere su youtube il finale di “Uffciale e gentiluomo” con la protagonista che oltre tutto si chiama come te, come anche altre milioni di persone te ne rendi conto, ma il fatto che si chiami come te, ha il suo perchè…

Ecco, ora se ancora non si è scoppiate in un pianto a dirotto…nella vostra vita è tutto più che perfetto o almeno avete tutto quello che desiderate ed io sono pienamente felice per voi o…a questo punto, vi assicuro che un bel pianto liberatorio ve lo siete fatte e cominciate a sentirvi un pò meglio ridendo di quanto in fondo siete matte e sceme a volte ma, anche questa, è una vostra caratteristica imprescindibile.

Quando sarò vecchio – Lorenzo – …io non aspetterò di essere vecchia!

Quando sarò vecchio sarò vecchio nessuno dovrà più venirmi a rompere i coglioni.
Quello che avrò fatto l’avrò fatto vorrò soltanto stare a ricordare i giorni buoni, molti che conosco saran morti sepolti sopra metri di irriconoscenza. Me ne starò vecchio a ricordare che non ho ringraziato mai a sufficienza chi mi regalò qualche rima baciata…chi mi ha fatto stare bene una serata…chi mi ha raccontato qualche bella storia, anche se non era vera.
Quando sarò vecchio sarò vecchio di quelli che nessuno vuole avere intorno perchè ha fatto tutto ha visto tutto e non sopporta quelli che ora è il loro turno.
Mi rispetteranno come si rispetta il tempo che separa lo studio dall’esame spero di esser sazio dei miei giorni eviterà il mio sguardo chi c’ha ancora fame.
Nella notte ascolterò disteso la goccia inesorabile di un lavandino che scandisce il tempo come un assassino come un assassino.
E poi magari un sabato di maggio,ad una stella chiederò un passaggio. E a tutti i prepotenti dirò ancora Con me voi non l’avrete vinta mai!
E poi una domenica mattina,ancora sulla pelle il tuo profumo a tutti i prepotenti dirò forte con me voi non l’avrete vinta mai!
Quando sarò vecchio sarò vecchio di sbagli inevitabili ne avrò fatti 200 e per quelli che io ho fatto apposta non starò certo lì a offrir risarcimento. Se non sarò in grado quando è ora mi va di farlo adesso che sono cosciente prima che durezza ci separi, ringrazio tutti quanti infinitamente.
Quando sarò vecchio punto e basta la vita che finisce mostrerà il suo culo con la mia pensione di soldato si sarà consumato tutto il mio futuro darò del cretino a tutti quanti
dirò che tutti i libri non servono a niente e che mille secoli di storia non valgono un secondo vissuto veramente con chi ha combattuto per restare vivo con chi mi ha aiutato mentre mi arrangiavo con chi mi ha insegnato qualche cosa che risplende dentro di me.
E poi magari un sabato di maggio,ad una stella chiederò un passaggio e a tutti i prepotenti dirò ancora con me voi non l’avrete vinta mai!
E poi una domenica mattina,ancora sulla pelle il tuo profumo a tutti i prepotenti dirò forte: Con me voi non l’avrete vinta mai!

Lorenzo…

…tre ore di musica, tre ore di balli, emozioni, colpi diretti all’anima…la mia.
Il suo ultimo concerto della tournèe, l’ultimo di 70 concerti.
Tanti amici con lui, sua moglie a due metri, la sua emozione quando parla di Dalla, del ragazzo morto mentre costruiva il suo palco, mentre alla fine ringraziava tutti uno per tutto, lacrime di gioia, di stanchezza, lacrime piene.
E’ tardissimo ma non riesco ad andare ancora a letto…sono ancora troppo piena ma, questo concerto, lo voglio dedicare alle due ragazze che avevamo davanti: belle, complici, innamorate, felici…e si vedeva…si sentiva…erano.
Senza niente di eclatante: il tenersi la mano nelle canzoni lente, l’abbracciarsi molto castamente, qualche bacio sulla guancia che partiva spontaneo…come i sorrisi di tutti quelli che le circondavano, ed eravamo davvero in tanti.
E mi hanno fatto sentire che può succedere, può succedere di essere così di condividere con qualcuno che ami, una cosa bella, ed essere semplicemente felici insieme per quel momento.
Come ha detto anche lui questa sera: il passato è andato, il futuro non possiamo sapero tutto quello che abbiamo è questo momento, ora.
Ed allora questa canzone è per quelle due ragazze…un grazie da parte mia, dalla parte che forse non ci crede più.

E’ uno spasso!!!

Ecco quello che urlava una bimba di 5/6 anni mentre affrontava una mini discesa a tutta la velocità che la sua bicicletta le permetteva.
Ed è stato un sorriso grande quello che è uscito sulle mie labbra.
Finalmente il mio divano giallo! E’ stata una settimana lunga ed impegnativa.
Una settimana che mi ha resa molto fiera di me: ho iniziato una nuova collaborazione; ho fatto un lavoro che mai avrei preso in considerazione nella mia vita e che sinceramente, ho sempre odiato; ho superato tante paure e tanti tentennamenti; ho detti dei si; ci ho provato..se andrà male potrò dire di aver avuto il coraggio di provarci, se andrà bene perfetto; ho superato notti complicate piene di risvegli complessi e per nulla divertenti; mi sono rimessa in gioco; sono riusciti a stupirmi molto molto piacevolmente e questa, è una cosa che è davvero più unica che rara di questi tempi; ho sentito, visto, toccato in concreto un progetto a cui ho lavorato per tanto tempo.
Una settimana che mi ha fatto crescere e mi ha fatto ricordare una cosa che aveva detto Walter Chiari che mi aveva colpito e che, mi ero segnata: “Ci sono cose che si possono fare solo in quel momento, cinque minuti dopo non servono più. Lo so che non è una giustificazione, ma una ragione c’era ed è la più semplice del mondo…non so nemmeno se è servito a qualcosa. Ma ci sono cose che si possono fare solo in quel momento, cinque minuti dopo non servono più.
Ecco questa è stata una settimana che ha il sapore di quelle parole, il senso di quelle parole. Un senso vero, profondo, un bel senso.