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In questo momento nel quale so che avrei bisogno di una persona accanto che desideri follemente esserci, che io desidero che ci sia.
In queste notti nelle quali le scosse mi svegliano e non mi lasciano più a volte, desidero essere diversa da me stessa, diventare diversa da me stessa con tutta me stessa, diventare qualcuno che qualcun’alro voglia desiderare con tutta se stessa e pazienza se non sono proprio io.
Ecco questa sera rubo una cosa da Mauro Longo…e devo ricordarmela, ripetermela, prima o poi succederà e succederà essendo me stessa.

Qualunque fiore tu sia, quando verrà il tempo sboccerai.
Prima di allora una lunga notte potrà passare.
Anche dai sogni della notte trarrai forza e nutrimento .
Perciò sii paziente verso quanto ti accade e curati ed amati,
senza paragonarti o voler essere un’altro fiore.
DAISAKU IKEDA
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Scappare, contro, verso.

Oggi primo giorno di corsa vero, di impegno vero.
– Al primo passo più veloce il mio fisico ha esclamato: Oibò, e che succede qua? Cos’è questo respiro che sta aumentando insieme ai battiti del cuore? Ma sarà una cosa passeggera.
– Al secondo passo il mio fisico ha cominciato a preoccuparsi: Perchè questa qua non si ferma? Non c’è niente di pericoloso qua in giro. C’è il sole, un bel vento rinfrescante ed invece, perchè mi tirano i muscoli delle gambe, del lato b, il respiro sta aumentando ed il cuore lo segue ma, si fermerà ora.
– Al terzo passo: ma por**a p********a!!!! Qua si rischia fortemente l’infarto, l’ossigeno non arriva più, i battiti del cuore hanno superato abbondantemente quelli salutari da avere per continuare a vivere, in più non mi sembra di avere un movimento così fluido. TI ORDINO ###*******!!!!! DI FERMARTI SUBITO! *!*##!!!!
Alla fine credo di aver fatto sui 7,5 km, non tutti di corsa ma i primi tre giri si.
– Il primo è stato come se avessi dovuto scappare da qualcosa di pericoloso che mi inseguiva: i muscoli erano rigidi, come rigidi erano i miei respiri e movimenti in generali, sentivo la necessità di quella corsa e la necessità di andare il più lontano possibile.
– Il secondo è stato contro me stessa, contro il mio corpo che si ribellava contro se stesso. La parte emozionale di me e la parte fisica si erano come alleate per fermarmi in qualsiasi modo che andasse dal non farmi più riprendere fiato a farmi impazzire il cuore. Volevano solo fermarsi e non scappare più.
– Il terzo è stato come andavere verso qualcosa di nuovo. Finalmente i miei polmoni hanno ricominciato a prendere fiato ed ossigenare il corpo, la corsa a prendere un suo ritmo fluido, le gambe andavano tranquille, non tirava più nulla e non c’era più dentro la sensazione di lottare contro la voglia di scappare ma solo la voglia di arrivare al passo successivo, alla curva successiva, senza preoccuparsi troppo di tutto il resto.
Ora…Grey’s Anatomy…un biscotto al cioccolato (bisogna pur gratificarsi!), e tutto sommato il sorriso sulle labbra nonostante la paura per il futuro…ora il presente, un problema alla volta, posso e voglio farcela.

Domanda:

Dieci minuti fa c’è stata un’altra scossa piuttosto forte o almeno di quelle che superano il 4° e quindi si sentono bene…ieri sera la prima forte è arrivata alle 23.15 circa…adesso possibile che quelle più forti comincino sempre verso sera e di notte? Che abbiamo qua in pianura padana un terremoto con l’orologio?
Perchè poi, andare a letto diventa difficile, non è che proprio te ne viene una voglia folle, specialmente quando gli specialisti, i geologi che conosci dicono che se ne aspettano qualcuna di scossa come la prima, ed allora la porta è chiusa ma non a chiave, si prepara una tuta da lasciare sul letto per prenderla in fretta nel caso, si lascia una finestra particolare non chiusa a chiave…insomma tutte cose che normalmente non si fanno, cose che non aiutano per nulla il sonno.
A parte questi piccoli particolari…che movimentano la giornata, meglio le serate, è stato un week-end con il sole e questo si che mi serviva, come le chiacchiere e le risate senza impegno di ieri ed il giro in un centro storico molto più devastato di quello che pensavo.
Come il giro di oggi, lungo, rilassante, ad accarezzare in un ippodromo dei cavalli bellissimi e che cercavano il contatto con le persone che passavano di lì.
Come il gelato di oggi pomeriggio.
Come tutte le schifezze che ho mangiato in questi due giorni.
Ecco questa ultima cosa non va tanto bene ma da domani, ricomincio a mangiare bene, se il tempo tiene ricomincio a correre ed ho la ferma intenzione di buttare giù un paio di kg nel più breve tempo possibile.
Domani si riparte! Domani si ricomincia a lottare per il lavoro, tutti i pensieri ed i problemi che ho in questo moemnto.
Domani…per ora ho ancora questa sera…terra tremante permettendo.

Parole sparse…

Tre giorni, sono passati tre giorni.
Questa è una serata relativamente tranquilla, non piove, ci sono le stelle, non sento una scossa da oggi nel tardo pomeriggio, qua sotto ci sono tutti e due e per una volta sento solo il caloroe delle loro risate e dei loro giochi e non un pizzico d’invida per essere sola su questo divano.
Sono passati tre giorni e la cosa più grande che mi è rimasta dentro, è il rumore del terremoto. Non riesco a stare in silenzio assoluto infatti oltre a dormire con una tuta pronta sul letto in caso di necessità, dormo con la televisione sempre accesa. Anche il buio mi rende un pò nervosa ma davvero la cosa che più di tutto di fa impazzire il cuore è il silenzio assoluto ed allora, stringo forte il cuscino a me e lascio che la televisione inondi la camera di suoni e luci, anche se tenui.
La cosa più stancante di questi giorni è rimanere in attesa di una cosa che succederà, almeno per un pò, ma non si sa quando..ed io sono una persona che odia le attese, specie quando si sa che non sono belle attese.
Oggi ho passato due ore ad aggiustare un piatto di vetro prezioso, non tanto per il valore monetario quanto per il valore affettivo.
Tutti erano per buttarlo, rotto in 18 pezzi, alcuni parecchio piccoli: che senso aveva tenerlo? Non si poteva aggiustare.
Ed invece…ok magari non è proprio nuovo come prima, c’è voluta un sacco di attenzione e pazienza ma ora è ancora lì, tutto intero.
Nell’ultimo anno ho spesso pensato che è più facile lasciare andare le cose belle e preziose che quelle complicate perchè, credo fermamente che le prime comportino molto più impegno, responsabilità e difficoltà delle seconde se le si vuole mantenere così o fare crescere.
Oggi mi sono lanciata in un’avventura apparentemente senza senso, tra una scossa e l’altra, ma con impegno ed amore sono riuscita a fare rinascere una cosa importante, non solo per me.
Oggi nonostante lo stress, la stanchezza e una Ferrara che sembra ferma in un tempo sospeso, sono riuscita a fare qualcosa che mi ah fatto stare bene, che mi ha riportato una cosa preziosa, anche solo un ricordo di una perosna che ho molto amato.

Ps: grazie…per domenica, lunedì, ieri ed oggi…semplicemente, grazie.
Ps2: alla francese è meglio!