Ammissioni.

Sotto le coperte, dovrei dormire ma il sonno è ancora molto lontano, pensieri che vanno e vengono ed una certezza: sono fottutamente arrabbiata con te papà.
Con te che te ne sei andato troppo presto.
Con te che ti sei perso tutti i miei momenti più importanti.
Con te che mi hai lasciato dei geni pessimi ed un carattere molto particolare.
Con te che dovunque tu sia non mi dai mai una mano, ci siamo fatti anche due chiacchiere poco tempo fa..ma nulla.
Con te che vorrei dirti tutte le cose della mia vita che non sopporto più e che non riesco più a raccontarmi in nessuna maniera.
Con te che eravamo così simili.
Con te che certi giorni mi manchi da mancare il fiato.

…e poi te ne sei scordato.

 

Altra settimana è andata. La fuori piove, fa freddo. Io tutta avvolta nel panno a provare a scaldarmi.
In tutto quindici giorni che mi hanno sconvolto, stressato, fatto pensare, cambiato, fatto sorridere, tolto il sonno, fatto crollare sotto una stanchezza infinita, portato cose nuove belle e cose meno belle.
Quindici giorni che ancora non sono finiti ma che, mi hanno cambiato profondamente dentro.
Non sono ancora finiti perchè la settimana prossima sarà altrettanto intensa se non di più, fisicamente, emotivamente ma, sono convinta che finiranno solo, se va tutto bene, a metà novembre quando avrò la risposta ad un esame fondamentale che farò.
La settimana prossima si infilerà nella mia vita un nuovo lavoro, ci voleva, ci voleva maledettamente.
La settimana prossima dovrò incastrare tante di quelle cose e correre talmente tanto che l’ultimo appuntamente se andrà come deve andare, finirà venerdì prossimo verso le venti.
Nel mezzo, naturalmente io. Le mie emozioni, le mie paure che è assolutamente inutile negare, i miei sorrisi, i miei giramenti, i miei sogni..già i miei sogni sulla mia vita.
Affronterò un giorno alla volta, cercando di non scappare da me, anche quello che mi dice “me” fa paura.
E’ vero a volte me ne sono scordata…in questi ultimi quindici giorni mai, insieme alle domande con relative risposte che sono arrivate…la vita è una ed è corta.

Reazione emozionale.

Chiusura della settimana.
Sapevo che sarebbe stata lunga e faticosa ma proprio neanche nei miei incubi peggiori l’avrei immaginata così complessa, assurda, stressante.
Sul divano a fare zapping…il cuore che ogni tanto va per conto suo..un pò voglia di lasciarmi andare da una parte per il sollievo, dall’altra per la stanchezza che ho accumulato tra ieri notte e questa mattina mentre aspettavo il mio numero per ritirare i risultati. Talmente contratta che poi, non riuscivo a pedalare tanto acido lattico si era accumulato nei miei muscoli.
Tremare dentro e sapere che solo un abbraccio enorme potrebbe fermarlo.
Scoprire la forza che alla fine trovo sempre in me e che mi servirà anche la prossima settimana.
Coincidenze che fanno pensare, perchè è naturale pensarlo anche se so che sono una persona diversa, con un passato diverso, abitudini diverse, lavoro diverso.
Sempre molto silenzioso qua…